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Un geyser artificiale

L’energia elettrica e termica prodotta da quella geotermica è limitata all’esistenza di infiltrazioni sotterranee. Esistono però anche delle tecnologie per lo sfruttamento geotermico in assenza di acquiferi naturali. L’idea è quella di sfruttare il calore delle rocce (che aumenta con la profondità) persino quando non vi è acqua nel sottosuolo. Si parte dalla constatazione che in diverse aree, dove vi è attrito fra le placche continentali, la temperatura a 5 chilometri di profondità raggiunge i 200 gradi centigradi. Quindi si inietta acqua fredda in profondità nelle fratture naturali e la si recupera (risucchiandola con una pompa), sottoforma di vapore, per azionare turbine recuperando anche calore da sfruttare con teleriscaldamento. Questa tecnologia è nota anche come  HDR (Hot Dry Rock, rocce calde secche). Il prototipo di questo progetto, costruito vicino a Strasburgo, usa le tecnologie dell’industria petrolifera e ha una potenza di 6 megawatt.In 15-20 anni però, il sito sfruttato in tal modo si svuota di calore e bisogna spostarsi (perché si riscaldi di nuovo ci vuole un secolo).

 

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