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ecosistemi

Strategie di attacco e difesa

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Nella barriera esistono tantissime differenti strategie di difesa e attacco: alcuni animali vivono rintanati in pertugi naturali o da loro stessi creati, cibandosi di materiali in sospensione trasportati dalle correnti. Altre specie escono solo di notte, altre sono mimetiche o possiedono sostanze urticanti o velenose o addirittura possiedono spine o gusci. I predatori, di contro, hanno trovato tecniche di risposta: spiccata capacità visiva notturna, resistenza a veleni e repellenti, tecniche di aggressione come le potenti chele di alcuni granchi in grado di rompere corazze, o sifoni di certi molluschi capaci di perforare conchiglie. Spesso si trovano sulla spiaggia conchiglie con un piccolo misterioso forellino su di un lato che è il risultato dell’attacco di uno di questi molluschi. Il vistoso e sfrangiato pesce scorpione (sp. Pterois), parente dello scorfano mediterraneo, nasconde sotto un’apparenza mite dovuta ai suoi lenti movimenti, agguati improvvisi e mortali grazie ai suoi lunghi aculei velenosi, usati sia per attacco che per difesa. Il falso pesce pulitore inganna le sue prede imitando il vero pesce pulitore e, invece di prestare il prezioso servizio di pulizia, stacca brandelli di carne ai mal capitati.
Sulla barriera esistono incredibili casi di simbiosi come quella, per esempio, tra il pesce pagliaccio e l’anemone di mare: il piccolo pesce trova un sicuro rifugio tra i tentacoli dell’anemone, che sono urticanti e mortali per tutti gli altri animali, eccetto che per questo piccolo pesce. In cambio il pesce pagliaccio offre all’anemone un “servizio di pulizia” accurato per liberarlo dai resti di cibo o da eventuali parassiti. (Vedi immagine “Anemone e pesce pagliaccio”)

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