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Le rotte glaciali

Le rotte glaciali, note anche con il termine islandese di jökulhlaup, piene del ghiacciaio, sono delle fuoriuscite improvvise di enormi quantità di acqua dall’interno di un ghiacciaio. Sono fenomeni impressionanti, per la quantità di acqua e per la violenza con cui questa si avventa a valle, e causano danni ingentissimi e drammatiche modificazioni del paesaggio. Alcuni ghiacciai ne vanno soggetti con una certa regolarità. Il Ghiacciaio del Rutor, in Valle d’Aosta, per esempio, già nel corso della Piccola Età Glaciale era noto per rilasciare periodicamente, per lo svuotamento del lago di S. Margherita, più di 4-5 milioni di m3 in meno di 6-7 ore: gli effetti dell’alluvione si risentivano oltre la confluenza della Dora di Verney nella Dora Baltea, fino a 30 km di distanza.
La maggior parte delle rotte glaciali è dovuta alla formazione di laghi, sia sulla superficie che ai margini del ghiacciaio, e alla successiva tracimazione o improvviso svuotamento per rottura delle soglie che li sostengono: per questo il fenomeno è noto anche con l’acronimo inglese di GLOF (Glacier Lake Outburst Flood, piena da svuotamento glaciale). Questo provoca il riversarsi a valle di milioni, a volte decine di milioni di m3 di acqua che, sul suo cammino, raccoglie e trascina detriti di ogni dimensione, che ne aumentano il potere distruttivo. La distruzione di cordoni morenici, falde detritiche, terrazzi alluvionali aumenta il carico solido trasportato dall’acqua, che si trasforma in molti casi in una sorta di colata fangosa che seppellisce tutto al suo passaggio.
La violenza della corrente è tale che molte distruzioni sono operate dallo spostamento d’aria provocato dalla massa d’acqua in movimento: sono stati osservati “muri” d’acqua alti fino a 10-15 m. La piena può raggiungere anche aree molto lontane, a decine di km di distanza: nel 1985, in Nepal, la rotta glaciale del Dig Tho, con una portata di 2.000 m3/s, si è propagata per più di 90 km, in un’area fortunatamente poco abitata. Altre rotte glaciali apparentemente inspiegabili, e per questo molto più pericolose, perchè non prevedibili e prive di “segni premonitori”, sono dovute, con molta probabilità, alla formazione e successivo svuotamento improvviso di laghi all’interno del ghiacciaio: lo studio delle grotte nel ghiaccio può in questi casi essere molto importante, perchè permette di capire come si comporta l’acqua all’interno del ghiacciaio e di prevedere, in una certa misura, la possibilità che un ghiacciaio vada incontro a jökulhlaup.

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