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Laghi effimeri

Laghi anche di grandi dimensioni si possono formare sulla superficie, all’interno, o al contatto con un ghiacciaio. A causa del movimento del ghiaccio, si tratta di laghi effimeri, di vita breve, che normalmente terminano bruscamente di esistere quando crolli e deformazioni delle soglie che li sostengonone ne causano il rapido svuotamento. Si assiste quindi a spettacolari quanto drammatiche inondazioni che investono ciò che si trova a vallle.
Laghi sulla superficie, o al contatto, ben visibili, possono essere tenuti sotto controllo, seguendone l’evoluzione, allertando le popolazioni che vivono più a valle e, in alcuni casi, intervenendo per provocare artificialmente una tracimazione controllata, minimizzando così i danni, ma in molti casi, come per i laghi che si formano all’interno dei ghiacciai, non vi sono segni premonitori. Uno dei laghi effimeri più famosi è quello che ogni anno si forma ad opera del Ghiacciaio Perito Moreno, che si stacca dallo Hielo Continental, in Patagonia: il ghiacciaio ostruisce una parte del lago Argentino in cui si getta e la tracimazione del braccio di lago così isolato provoca inondazioni sulle rive del lago Argentino, riversando circa un miliardo di tonnellate di acqua in 24 ore.
Sulle Alpi, la comparsa di laghi al contatto con un ghiacciaio è molto frequente: dal 1985, per esempio, ne sono stati censiti 22 nuovi, mentre più rara è la formazione di laghi sulla superficie del ghiacciaio. Per quanto riguarda la prima categoria, in Italia, sono conosciuti i già citati GLOF del lago di S. Margherita, sul Ghiacciaio del Rutor, e le rotte glaciali del lago delle Locce, sull’omonimo ghiacciaio, tributario del Ghiacciaio del Belvedere, già descritte nel 1868. Questo lago è delimitato su tre lati da un cordone morenico e sull’altro lato dalla fronte del ghiacciaio: l’apertura di brecce nelle morene che lo delimitano provoca le rotte glaciali, con repentini svuotamenti (avvenuti, recentemente, per esempio, nel 1970, 1978 e 1979). Per evitare il continuo ripetersi di episodi di rotta, è stato costruito uno sfioratore fisso, scavando una grande trincea nella morena frontale che lo delimita, in modo da tenere sotto controllo il livello del lago. Il ghiacciaio del Belvedere è recentemente diventato famoso perchè tra il 2001 e il 2002 sulla sua superficie si è formato un grande lago, chiamato a ragione “Lago Effimero”, che ha raggiunto un’estensione di 150.000 m2, con un volume di 3 milioni di m3 e una profondità superiore ai 50 m. Il pericolo rappresentato da una simile massa di acqua contenuta tra le instabili pareti di ghiaccio (che, nel caso del Belvedere, si muove con una velocità di 110 m all’anno) ha indotto a prendere provvedimenti: con opere di pompaggio si è tentato di abbassare il livello del lago, riducendone il volume e minimizzando quindi il rischio in caso di tracimazione. Il monitoraggio del lago ha permesso, inoltre, di effettuare misure e osservazioni che saranno preziosissime per comprendere un fenomeno tanto disastroso quanto poco conosciuto.

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