dcsimg

energia

Il reattore a fusione ITER

Si chiama Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor) il progetto internazionale di maggiori dimensioni relativo ad un reattore a fusione a confinamento magnetico. Il progetto è sostenuto da Cina, Giappone, Russia, Stati Uniti e Unione europea (con la Svizzera come partner). Quale ubicazione di ITER è stata scelta la località di Cadarache, in Francia, e i primi lavori datano giugno 2005. I tempi di realizzazione saranno comunque lunghi: il primo plasma prodotto è previsto non prima del 2019. Il cuore del reattore Iter si chiama Tokamak, una ciambella metallica di 6,2 metri di raggio, cava all’interno e circondata da magneti, che consentirà di riscaldare un gas di particelle come il deuterio e il trizio, isotopi dell’idrogeno (l’insieme viene chiamato plasma), fino a temperature estreme (centinaia di milioni di gradi) raggiunte usando prima una forte corrente elettrica e poi iniettando onde elettromagnetiche (come nel forno a microonde) con un’energia dell’ordine di milioni di watt. Il calore farà muovere le particelle a grande velocità per urtarsi con forza sufficiente a vincere la repulsione, e fondere. A tali temperature però, nessun materiale è tecnologicamente in grado di resistere e si è pensato di usare all’interno della ciambella il confinamento magnetico, ovvero di creare campi magnetici che agiscono intorno al plasma per mantenerlo opportunamente distanziato dalle pareti metalliche. Il problema è che fino a ora l’energia prodotta con questi esperimenti (per esempio in Gran Bretagna nel Joint European Torus, JET) non ha nemmeno compensato l’energia spesa per riscaldare il plasma.

Con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
 
Eni S.p.A. - P.IVA 00905811006