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I satelliti meteorologici

Le osservazioni meteorologiche da satellite sono attualmente i sistemi più all’avanguardia per la raccolta di dati a grande scala sugli strati più alti dell’atmosfera. Sono iniziate nel 1960, con il lancio del satellite TIROS 1. I satelliti sperimentali della serie TIROS, NIMBUS, ESSA, A.T.S. e ITOS hanno contribuito ad affinare sempre più le tecniche e le strumentazioni e ora le rilevazioni da satellite costituiscono uno strumento indispensabile e prezioso per lo studio del clima e le previsioni del tempo.
I satelliti meteorologici si dividono in due grandi categorie:
i satelliti eliosincroni, che orbitano ad altezze di 1.400-1.500 km su un’orbita polare e permettono di coprire tutta la superficie terrestre nell’arco di 12 ore. Operando su orbite basse, permettono osservazioni di dettaglio sulla superficie terrestre;
i satelliti geosincroni, o geostazionari, che orbitano a quote di circa 36.000 km; muovendosi alla medesima velocità di rotazione della Terra, rimangono in posizione pressochè fissa sullo stesso punto della superficie terrestre e permettono quindi di ottenere immagini continue della stessa zona, di circa 7.000 km di raggio. Sono i satelliti utilizzati per le previsioni meteorologiche a breve scadenza.
Dotati di diversi sensori per radiazioni a diversa lunghezza d’onda, possono ottenere immagini delle nubi in luce visibile e nella banda dell’infrarosso e delle microonde, ricavando dati sulla distribuzione verticale delle temperature e dell’umidità, sulla distribuzione della concentrazione del vapore acqueo, della copertura nuvolosa, delle precipitazioni, e sui principali sistemi di venti e correnti, oltre che tenere sotto controllo lo stato di salute della copertura vegetale e molto altro ancora. I satelliti in orbita equatoriale possono seguire la formazione e l’evoluzione dei cicloni e delle tempeste tropicali.
I satelliti geosincroni sono posti in orbita equatoriale a circa 72° di longitudine l’uno dall’altro e inviano segnali alle stazioni in genere ogni 30′. A causa della curvatura terrestre, il dettaglio delle immagini è maggiore per le fasce di latitudine compresa tra 50°N e 50°S. I satelliti eliosincroni invece offrono un maggior dettaglio delle regioni polari.

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