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Esplorazioni dell’aria

Per acquisire una visione tridimensionale dell’atmosfera, occorre fare osservazioni anche in quota e non solo sulla superficie terrestre. Per questo ci si serve di appositi strumenti che permettono di raccogliere dati meteorologici a diverse quote.
Sonde meteorologiche
Una sonda meteorologica è costituita da una radiosonda che rileva i principali parametri atmosferici (temperatura, pressione, umidità), appesa ad un pallone di caucciù parzialmente gonfiato con idrogeno o elio. Il pallone viene liberato e, per effetto della dilatazione dei gas, sale, con una velocità relativamente costante, raccogliendo via via i dati a diverse quote. Intorno ai 20-30 km, il pallone esplode lasciando ricadere a terra, appesa ad un piccolo paracadute, la radiosonda che contiene i dati registrati e che vengono trasmessi via radio alla stazione di elaborazione. Interpretando la registrazione, è possibile avere la ricostruzione dei parametri meteorologici di una sezione verticale dell’atmosfera fino a 20 km di quota. Lo spostamento del pallone dalla verticale permette anche di valutare la direzione e la velocità dei venti alle diverse quote. Le sonde meteorologiche vengono liberate dalle stazioni meteorologiche più volte al giorno, a ore prestabilite dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (0.00-6.00-12.00-18.00).
Razzi meteorologici
L’impiego di razzi lanciati appositamente per osservazioni meteorologiche è abbastanza limitato e sono circa una ventina le stazioni meteorologiche nel mondo che ne fanno uso: si tratta infatti di sistemi costosi e che non possono essere impiegati in aree densamente abitate. Tuttavia, offrono la possibilità di rilevare direttamente e in dettaglio numerosi dati atmosferici.
Raggiunta la quota massima della sua traiettoria, il razzo libera una radiosonda analoga a quelle delle sonde meteorologiche, che, munita di un paracadute, scende lentamente rilevando i principali parametri meteorologici poi trasmessi alla stazione a terra via radio.

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