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Eruzioni vulcaniche

L’attività di alcuni vulcani è caratterizzata da violente esplosioni che riducono in pezzi di diverse misure il magma che viene lanciato verso l’alto e poi ricade a grandissima velocità, come una nube incandescente verso il suolo e raggiunge anche grandi distanze. Nel 1902, una nube ardente di questo tipo con una temperatura di 800°C scese dal vulcano La Pelèe, in Martinica, con una velocità di 100 chilometri orari. In un minuto e senza nessun preavviso, avvolse la città di Saint Pierre e uccise 29.000 persone.
Dello stesso tipo è stata l’eruzione catastrofica del vulcano Nevado de Ruiz in Colombia nel 1985. L’attività esplosiva fu anticipata da un susseguirsi di terremoti, attività vulcanica secondaria, valanghe e frane. Il 13 novembre si verificò l’esplosione che formò una nube incandescente che aveva un raggio di 11.000 chilometri, ma si verificò un ulteriore problema perché la cima del vulcano era ricoperta di neve che improvvisamente si sciolse. L’acqua formò una valanga di fango che investì 22.000 persone, 5.150 case, 50 scuole, 2 ospedali, 200 chilometri di strade, 18 chilometri di ferrovie, 10 chilometri di elettrodotti, 58 fabbriche, 3 oleodotti, 5.000 ettari di terreno fertile per l’agricoltura, 343 attività artigianali e l’acquedotto che forniva acqua a 50.000 persone.

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