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Il radar in meteorologia

Le tecniche di rilevamento radar (acronimo di radio detection and ranging, rilevamento mediante onde radio) sono utilizzate per rilevare la posizione di oggetti di qualunque dimensione, da navi o aerei a particelle e molecole. Le tecniche sono nate durante la Seconda Guerra Mondiale per scopi militari. In meteorologia il rilevamento radar permette di individuare e seguire sistemi di perturbazioni, utilizzando la riflessione delle onde radio sulle gocce d’acqua e sui cristalli di ghiaccio all’interno delle nubi. I radar di ultima generazione sfruttano l’effetto Doppler: questo effetto fa variare la lunghezza d’onda di un segnale elettromagnetico in funzione del moto dell’oggetto che lo emette. Per effetto Doppler il fischio di un treno ci sembra più acuto mentre il treno si avvicina, e a frequenza più bassa quando il treno si allontana, anche se il segnale emesso è sempre alla medesima frequenza. Un radar Doppler è in grado non solo di individuare un oggetto, ma anche di stabilirne la distanza, la velocità e la direzione di movimento e di misurare la densità relativa degli oggetti osservati. Questo sistema di rilevamento ha messo a disposizione dei meteorologi una enorme quantità di dati nuovi e interessanti, permettendo di ottenere dati sulla velocità e sulla direzione delle perturbazioni, consentendo di produrre previsioni sempre più precise e dettagliate. In particolare, questo sistema è utilizzato per seguire in tempo reale gli spostamenti e l’evoluzione delle tempeste tropicali, degli uragani e dei tornado. Attualmente, la rete radar Doppler a terra è ancora incompleta, ma entro pochi anni dovrebbe arrivare a coprire l’intera superficie terrestre.

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