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pubblicato il 20 luglio 2009 in spazio

Il grande balzo dell’umanità

I primi passi sulla Luna
20 luglio 1969 ore 21:39 (21 luglio ore 4:56 in Italia) Neil Armstrong inizia a scendere lentamente i gradini della scaletta esterna del modulo di escursione lunare, chiamato Lem (Lunar Excursion Module).
Ore  21:56 il comandante della missione spaziale Apollo 11 è il primo essere umano a mettere piede sulla Luna. Per quanto tempo avrà pensato alle parole da pronunciare in un momento così solenne e memorabile. Amstrong è un pilota e ingegnere, sicuramente poco propenso agli slanci poetici, si esprime con l’entusiasmo dell’esploratore: “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità!”. Quella notte 600 milioni di persone sono rimaste col fiato sospeso durante la diretta TV mondiale.
Alle 22:15 mette piede sulla Luna anche Edwin “Buzz” Aldrin e tutti e due insieme faticosamente piantano sul suolo lunare la bandiera degli Stati Uniti. Fotografano, fanno riprese filmate e campionano circa 22 chili di rocce e polveri.
Ritornano nel Lem dopo 2 ore e 31 minuti e dopo 21 ore e 36 minuti Armstrong e Aldrin ripartono con la sezione superiore separabile del modulo lunare, dotata di propulsori, per tornare da Michael Collins, che li aspetta in orbita.

Alla conquista della Luna II
Dopo l’Apollo 11 seguiranno altre sei missioni, anche se l‘Apollo 13 non diede modo agli astronauti di scendere sulla Luna per un’esplosione avvenuta a bordo del modulo di servizio della navicella. Apollo 17, l’ultima missione lunare, lasciò la Luna nel 1972.
Da allora nessun uomo ha più messo piede sul nostro satellite, ma con il programma “Constellation” si dovrebbe riprendere il discorso interrotto con l’ultima delle missioni Apollo, sempre che la Nasa riesca ad ottenere i finanziamenti necessari e che le sue attuali priorità non cambino. Sembra, infatti, che circa nel 2020, gli astronauti andranno di nuovo sulla Luna, per costruirci una stazione di ricerca gestita da diverse nazioni.
Gli scienziati, che avranno la fortuna di mettere piede sulla Luna, ci potranno vivere e lavorare per lunghi periodi, fino a sei mesi. La base sarà dotata di laboratori, un veicolo per escursioni esterne, un impianto a energia solare e un generatore autonomo di ossigeno.
Countdown
Nei prossimi anni sono molte le nazioni che si cimenteranno nell’impresa di raggiungere il satellite della Terra. Gli Stati Uniti, che forse non saranno i primi a riuscirci, hanno intenzione di inviare due sonde che avranno il compito di raccogliere dati indispensabili per la scelta del luogo più adatto all’installazione della stazione lunare. Per il 2020, infatti, si prevede lo sbarco di quattro astronauti, che dovranno permanere sul suolo lunare per sette giorni.
I nuovi vettori lunari sono stati battezzati Ares I per il razzo che dovrà portare in orbita la capsula Orion con i quattro astronauti, oltre ad un modulo di servizio dotato di propulsore proprio, e Ares V,  il più potente a cui spetta invece il compito di lanciare il nuovo veicolo da sbarco lunare ribattezzato Altair (prima era LSAM – Lunar Surface Access Module – Modulo di Accesso alla Superficie Lunare).

Energia dalla Luna
Chi da bambino non  ha sognato di andare sulla Luna? Non è ovviamente questo il motivo che spinge l’umanità a mettere piede sul nostro satellite e nemmeno la gloria di riuscire a tornarci. Molti astronomi, infatti, già da tempo chiedono di costruire un radiotelescopio sulla faccia nascosta della Luna, per poter studiare a fondo la storia delle stelle. La faccia che la Luna non mostra mai alla Terra è un luogo perfetto: nessun segnale proveniente dalla Terra può disturbare la ricezione delle onde radio che arrivano dalla profondità del cosmo.
Un altro dei motivi per cimentarsi di nuovo in questa impresa è prettamente economico: nella parte superiore della crosta lunare si trovano risorse che sono davvero rare sulla Terra. Ad esempio c’è l’iridio, un minerale più raro del platino,  durissimo e inattaccabile, ma anche l’isotopo 3 dell’elio, deposito del vento solare, che può essere utilizzato nei reattori nucleari a fusione del futuro per ottenere energia senza la produzione di scorie radioattive, risolvendo il problema dello smaltimento.

Vivere sulla Luna
Per un anno di permanenza sulla Luna, quattro astronauti hanno bisogno di circa due tonnellate di ossigeno. Allora come potranno sopravvivere sulla Luna anche solo per qualche mese? L’ossigeno vitale verrà estratto dalla polvere lunare con una tecnica appositamente studiata. Detriti rocciosi vulcanici vengono scaldati in forno fino a 1000° C. In seguito in un reattore viene immesso idrogeno gassoso. Passando attraverso il materiale caldo, l’idrogeno strappa l’ossigeno contenuto nelle rocce  unendosi ad esso per produrre acqua. L’acqua viene immessa in un secondo serbatoio, dove la corrente elettrica la scinde in idrogeno e ossigeno. La regolite lunare, legata a ferro e  titanio,  possiede fino al 45% di ossigeno. In realtà non si potrà ottenere in questo modo tutto l’ossigeno necessario per la permanenza degli astronauti sul suolo lunare, perché per un chilogrammo di ossigeno c’è bisogno di circa 100 chilogrammi di regolite.
Per la sopravvivenza di 4-6 persone per un anno, come già accennato, occorrono circa 2 tonnellate di ossigeno, ottenibili da 200 tonnellate di regolite. Con il dispositivo inventato dalla Nasa, attualmente è possibile avere solo la metà dell’ossigeno necessario. Il resto dell’energia necessaria al processo arriverà dal Sole, che ne offre in grande abbondanza. Anche l’idrogeno sarà a disposizione in loco: nei serbatoi dei moduli di allunaggio Altair rimasti sulla Luna dopo la spedizione, rimane idrogeno in avanzo. Infatti, per portare gli astronauti fino sulla Luna, si utilizza proprio una miscela di idrogeno e ossigeno liquidi.

A spasso tra le stelle
Lunar Electric Rover
Il Lunar Electric Rover (Ler) è il nuovo veicolo lunare per escursioni esterne che porterà gli astronauti del futuro a spasso tra i crateri lunari. Il Ler non ha più nulla a che fare con il vecchio rover del programma Apollo. Il nuovo rover elettrico è un completo microhabitat capace di spostarsi su qualsiasi tipo di terreno, poiché possiede una trazione integrale, e di superare facilmente pendii fino a 40° di inclinazione. I polverosi deserti dell’Arizona e i crateri lunari simulati del Johnson Space Center di Houston, hanno messo a dura prova il nuovo rover.
Sul Ler ci possono rimanere in missione esterna due persone fino a due settimane. Qui la pressione dell’aria è quasi uguale a quella atmosferica e gli astronauti possono stare in maglietta e calzoncini. Quando il Rover arriverà sulla Luna avrà un’autonomia di almeno 800 chilometri, mentre ora il prototipo ne ha solo 240; un passo incredibile, se si pensa che il veicolo delle missioni Apollo del 1969  poteva percorrere appena 10-15 chilometri. Senza la cabina pressurizzata il rover può essere trasformato in un veicolo da trasporto di carichi.

Curiosità lunari

  • Sulla Luna la temperatura nella luce solare del mezzogiorno è di circa 120°C e durante la notte lunare arriva a -170°C. Gli astronauti di Apollo 11, comunque sperimentarono una temperatura compresa tra 5°C e -100°C.
  • Nella maggior parte delle foto fatte durante l’allunaggio, non si vedono le stelle nel cielo buio della Luna per una questione di esposizione delle riprese fotografiche.
  • Gli astronauti durante il viaggio verso il nostro satellite si radevano la barba con una comunissima crema da barba e un rasoio, la cui lama veniva pulita con un fazzoletto ad ogni passata sulla pelle.
  • La tuta lunare degli astronauti era composta da una serie di strati di diversi materiali. I principali erano: uno strato di nylon, uno di neoprene (materiale usato per le mute dei subacquei) e per ultimo ancora uno strato di nylon. Altri cinque strati di Mylar allumizzato e quattro di Dacron li ricoprivano e ancora due di Kapton e due di Teflon.
  • Al ritorno della missione Apollo 11 sulla Terra i tre astronauti vennero messi in quarantena per tre settimane per avere la sicurezza di non essere stati “contaminati” da batteri alieni.
  • Il viaggio verso la Luna tra andata, ritorno e permanenza sulla Luna dura circa una decina di giorni.
  • Sulla Luna Amstrong e Aldrin mangiarono hot dog, pancetta, pesche in scatola, biscotti e caffè caldo.
  • Gli astronauti per urinare avevano un tubicino che risucchiava il liquido e lo buttava nello spazio. Per le feci, invece, avevano una specie di sacchettino cilindrico che veniva posto sul fondoschiena.
  • Durante la missione dell’Apollo 14, Stuart Roose, portò centinaia di semi di diverse piante che, una volta riportati sulla Terra, vennero distribuiti come souvenir. Da molti di questi semi sono nate piante chiamate “Moon Trees”.
  • La celebre camminata del compianto Michael Jackson, recentemente scomparso,  è detta “Moonwalk”, ovvero “Camminata sulla Luna” perché consiste nello spostarsi all’indietro dando l’illusione di camminare in avanti come in assenza di gravità.

Qui l’uomo completò la sua esplorazione della Luna nel dicembre 1972. Possa lo spirito della pace nel nome del quale giungemmo riflettersi sulla vita di tutti gli uomini.”
Comandante Eugene Cernan, 1972

A cura di Tiziana Bosco

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