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pubblicato il 4 giugno 2008 in energia

Riciclo e riuso

Società dei rifiuti
Le società umane moderne si caratterizzano per un costante aumento di rifiuti immessi nell’ambiente, dovuto non solo all’aumento dei consumi, ma anche a modelli di comportamento poco responsabili e a stili di vita non sostenibili. Dalla Rivoluzione Industriale ad oggi, infatti, l’uomo è passato in breve tempo da una società frugale e semiagricola ad una industriale e consumistica, che ha adottato “l’usa e getta” come proprio stile di vita e ha introdotto nuovi materiali che necessitano di tempi lunghissimi per degradarsi. Gli oggetti non si riparano più, né vengono riutilizzati, in quanto possono essere facilmente rimpiazzati da altri nuovi. Il risultato è stato una produzione eccessiva di rifiuti, che spesso vengono smaltiti scorrettamente, diventando il simbolo in negativo della ricchezza e del benessere. Osservando gli ecosistemi naturali ci rendiamo conto che in natura non esiste il concetto di rifiuto, che risulta, quindi, strettamente legato alle attività umane. Nei cicli biologici, infatti, ciò che viene scartato da un organismo diventa una risorsa per altri esseri viventi, così che nulla viene sprecato ma tutto si trasforma. Gli organismi morti, le deiezioni animali o i resti vegetali vengono decomposti da particolari organismi, detti decompositori, che trasformano gli scarti degli altri esseri viventi in preziose risorse, che rientrano nei cicli naturali. Questo può avvenire perchè la velocità di produzione dei rifiuti non supera i tempi del loro disfacimento (biodegradazione), evitandone così l’accumulo. Al contrario, le attività gestite dall’uomo sono basate su un modello dove, a fronte di un prelievo di materia ed energia dall’ambiente per produrre beni di consumo, fa seguito una produzione di rifiuti che vengono poi scaricati nell’ambiente stesso.

La situazione in Italia
I rifiuti solidi urbani possono essere considerati una sorta di documentazione degli usi e degli stili di vita di chi li ha prodotti. Infatti, le società, gli stili di vita, la famiglia ed il modo di mangiare cambiano nel tempo e, come diretta conseguenza, cambia il contenuto del sacchetto della spazzatura. Se si analizza il sacchetto medio della spazzatura degli italiani, si scopre che buona parte dei rifiuti prodotti, circa il 43% del totale, è costituita da rifiuti organici (in particolare, scarti alimentari e vegetali). L’altra principale componente dei rifiuti è costituita dagli imballaggi (circa 40%) suddivisibili a seconda della materia prima di cui sono fatti, in carta e cartone (22%), vetro (7%), plastica (7%) e metalli (4%). Una situazione ben diversa si osservava solo 40 anni fa: l’organico costituiva, infatti, la quasi totalità dei rifiuti prodotti (72%) e gli imballaggi non invadevano i cassonetti come accade oggi! Anche la produzione di rifiuti pro capite fornisce utili informazioni: il grafico mostra l’aumento della produzione di rifiuti pro capite in Italia dal 2002 al 2006 (Fonte: APAT, Rapporto Rifiuti 2007). Un aumento della produzione pro capite dei rifiuti è legato non solo alla crescita della popolazione ma anche alla crescita economica del paese e all’aumento dei consumi.

Gestione sostenibile dei rifiuti
Da quanto appena detto, la situazione non appare certo delle migliori. Cerchiamo allora di comprendere quale può essere la strada che porta a una gestione sostenibile dei rifiuti. Innanzitutto, partiamo da quanto prescritto dalla legislazione italiana sui rifiuti, costituita dal decreto Ronchi, secondo cui una gestione corretta e sostenibile dei rifiuti deve prevedere nell’ordine:

  • la riduzione della produzione dei rifiuti (prevenzione);
  • il riutilizzo dei prodotti (es. vuoto a rendere);
  • il recupero dei materiali (attraverso il riciclaggio dei materiali);
  • il recupero dell’energia (termovalorizzazione) lo smaltimento finale in discarica.

L’aspetto più importante di questo decreto, che ha rappresentato una svolta nella regolamentazione di tutta la normativa riguardante i rifiuti, è che è basato sulla convinzione che l’inquinamento prodotto dai rifiuti deve essere fronteggiato diminuendo la quantità totale di rifiuti prodotti e non attraverso il semplice smaltimento in discarica. E’ bene ricordare che qualsiasi trattamento porta solo a una trasformazione del rifiuto e/o a un suo trasferimento da uno stato fisico a un altro ma, in nessun caso, a una sua distruzione (legge di conservazione della massa). Quindi, il comportamento più sostenibile in materia di rifiuti è la riduzione a monte, che consiste nel produrne il meno possibile cercando di utilizzare ogni cosa più volte (come accadeva in passato). Per il conseguimento di questi obiettivi, risulta fondamentale la sensibilizzazione dei cittadini e dei produttori. Ove non sia possibile una riduzione a monte dei rifiuti o un riutilizzo dei materiali, è necessario differenziare i rifiuti che non possono essere recuperati da quelli che possono essere avviati al riciclaggio. Ricordiamoci che la raccolta differenziata permette un risparmio di materia ed energia, oltre a contribuire sensibilmente alla riduzione del quantitativo dei rifiuti da smaltire.

Riduzione dei rifiuti
Ognuno di noi può concorrere alla riduzione degli imballaggi. Basta una riflessione: quando portiamo a casa la spesa quante sono le cose che dal sacchetto del supermercato vanno direttamente nella pattumiera? La scatola di cartone del dentifricio, il cartone che tiene insieme le tre lattine di pelati, le vaschette di plastica che contengono frutta e verdura, le pellicole dei formaggi… la lista potrebbe essere lunghissima! Si parla di migliaia di tonnellate di rifiuti inutili che rappresentano un vero e proprio spreco di risorse, oltre a costituire un serio problema per l’ambiente. Le scelte del consumatore, e quindi di ognuno di noi, possono essere fondamentali nell’invertire questa tendenza…scopri come!
Riduciamo il consumo dei prodotti usa e getta
Ove possibile, si possono preferire gli imballaggi che prevedono il “vuoto a rendere”: in questo modo l’imballaggio può essere riutilizzato più volte e poi riciclato. Un esempio sono le bottiglie di acqua minerale in vetro che vengono consegnate e ritirate direttamente a domicilio.
E poi possiamo comprare pile ricaricabili, riutilizzare i sacchetti della spesa, sostituire i pannolini usa e getta per bambini con pannolini riutilizzabili, riparare gli oggetti che si rompono anziché comprarne subito uno nuovo…
Prodotti alla spina
Sull’esempio di paesi del Nord Europa e della Germania, approda anche in Italia nella grande distribuzione il progetto di riduzione degli imballaggi. Si stanno diffondendo dei punti vendita dove la birra non è l’unico prodotto che può essere venduto alla spina! In alcuni supermercati, infatti, è possibile riempire contenitori portati da casa con prodotti venduti sfusi. Si paga solo il prodotto, risparmiando i costi di etichetta e confezione che incidono fino al 40% Moltissimi prodotti possono essere venduti alla spina, dal latte ai detersivi, dai cereali, alla pasta, basta portare un contenitore da casa.
I concentrati e le confezioni famiglia
Il vantaggio di acquistare detergenti concentrati consiste della riduzione del numero e della dimensione degli imballaggi. Questo consente di risparmiare spazio per il trasporto e di diminuire la produzione dei rifiuti.
Acquistare ortofrutta fresca
Preferire i prodotti ortofrutticoli venduti sfusi riduce la produzione di rifiuti, in quanto viene utilizzato un solo imballaggio, che serve per trasportare il prodotto dal luogo di produzione al punto vendita.
Bere acqua di rubinetto
Preferisci, ove possibile, l’acqua del rubinetto: l’Italia è il primo paese al mondo per consumo di acqua in bottiglia e solo nel 2006 sono state utilizzate 350mila tonnellate di PET (un tipo di plastica con cui si fabbricano le bottiglie), con un consumo di 665mila tonnellate di petrolio e un’emissione di gas serra di circa 910mila tonnellate di CO2 equivalente per produrre le bottiglie necessarie ad imbottigliare i circa 12 miliardi di litri di acque minerali e che solo un terzo di queste sono state destinate al riciclaggio  (dati Dossier Legambiente). Questo spreco di risorse potrebbe essere evitato semplicemente bevendo l’acqua del rubinetto anziché quella in bottiglia!

E non è finita qui. La lista delle azioni che coinvolgono le nostre scelte personali è lunghissima: prova a pensare anche tu cosa puoi fare a casa per ridurre i tuoi rifiuti!

E dopo aver ridotto, ricicla
Il riciclaggio è un processo che ha lo scopo di recuperare materiale dai rifiuti, riducendo il flusso destinato a smaltimento finale e permettendo ai rifiuti di essere riusati per costruire nuovi prodotti. Il riciclaggio è una maniera conveniente di gestione perchè, oltre a ridurre il quantitativo di rifiuti da smaltire, permette un enorme risparmio di materie prime e energia.
Ad esempio, per produrre una tonnellata di carta di cellulosa vergine sono necessari 15 alberi e 450mila litri di acqua e 7500 kWh di energia, mentre per produrre lo stesso quantitativo di carta riciclata bastano 1800 litri d’acqua, 2700 kWh di energia e ovviamente nessun albero verrà tagliato. Un grande risparmio di energia e materia prima, che vale anche per tutti i materiali!
Cosa aspetti a differenziare i tuoi rifiuti? Inizia subito, è un gesto semplice ma utilissimo per l’ambiente e per tutti noi.

a cura di Benedetta Palazzo

Per approfondimenti:
www.corepla.it (Consorzio Recupero Plastica)‏
www.coreve.it (Consorzio Recupero Vetro)‏
www.rilegno.it (Consorzio Recupero e Riciclaggio Legno)‏
www.cial.it (Consorzio Imballaggi Alluminio)‏
www.comieco.org (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo imballaggi a base Cellulosica)‏
www.conai.org (Consorzio Nazionale Imballaggi)‏

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