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pubblicato il 15 aprile 2007 in aria

Clima e dinastie

La ricerca scientifica
Altro che Attila. Il vero flagello che ha causato la caduta di fiorenti civiltà è il cambiamento climatico. E oggi torna a colpire, ma con modalità del tutto innaturali.
Storicamente intere civiltà, come quelle della Mezzaluna Fertile o i Maya, sono scomparse a causa di cambiamenti climatici che hanno ridotto la produzione di cibo, provocando il rovesciamento delle gerarchie sociali. Qualcosa di simile sembra essere accaduta anche in Cina, dove l’insorgere di cambiamenti climatici sembra coincidere con la caduta di alcune dinastie regnanti sull’Impero di Mezzo. Lo afferma una ricerca effettuata da scienziati dell’Università del Minnesota e della Lanzhou University in Cina e pubblicata su Science.
Per arrivare a questa conclusione, il gruppo di ricercatori diretto dal chimico Hai Cheng, ha analizzato il contenuto in isotopi di una stalagmite lunga 12 centimetri, proveniente da una grotta nel Nord della Cina, che si è iniziata formare nel 190 dC e ha continuato a crescere fino al 2003, quando è stata raccolta. L’analisi degli isotopi di uranio e torio ha consentito di datare con precisione ogni strato della stalagmite, mentre la comparazione nell’abbondanza fra due isotopi di ossigeno, ha permesso di ricostruire temperatura e piovosità in quell’arco di tempo. E’ risultato che alla fine delle dinastie Tang, Yuan e Ming, periodi noti per gravi disordini popolari, il monsone estivo era più debole del normale, portando sulla Cina molta meno pioggia della media, provocando così probabilmente un drastica riduzione nei raccolti di riso e quindi forti carestie.
Al contrario “l’età dell’oro” cinese, corrispondente al periodo della dinastia Song, coincide con un forte aumento della piovosità, che deve aver raddoppiato i raccolti di riso e permesso un rapido incremento della popolazione.

La caduta di dinastie
L’aspetto più interessante di questa ricerca, è che quanto accadde in Cina allora, coincide con analoghi avvenimenti nella parte opposta del mondo, dimostrando che questi improvvisi cambiamenti climatici furono di dimensioni planetarie. La caduta della dinastia Tang, intorno al 900 dC, coincise con l’analoga caduta della civiltà Maya in America Centrale, anch’essa provocata da un periodo di siccità. Il periodo d’oro della dinastia Song, invece,  corrisponde al “periodo caldo” del medioevo europeo, quando, intorno all’anno 1000, i Vichinghi si spinsero a colonizzare la parte meridionale della Groenlandia.
Il raffreddamento del clima che seguì nel XIV secolo, non solo fece sparire le colonie vichinghe dalla Groenlandia, ma in Cina provocò la carestia che concluse la dinastia Yuan. Infine la caduta della dinastia Ming nell’XVII secolo, avvenne nel pieno della “Piccola Età Glaciale” che attanagliava l’Europa. Questa ricerca deve far pensare che i cambiamenti climatici, compreso quello attuale, siano eventi naturali, dove l’influenza umana non ha influenza? No. La ricerca di  Hai e colleghi mostra che il rinforzo del monsone estivo e l’aumento conseguente della pioggia in passato avveniva proprio nei periodi di riscaldamento globale. Oggi le temperature si alzano, ma il nord della Cina diventa sempre più arido, il che dimostra che l’attuale cambiamento climatico è anomalo, provocato da cause, come l’accumulo di CO2 in atmosfera, diverse da quelle del passato.

a cura di Videoscienza

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