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pubblicato il 2 maggio 2006 in energia

Enrico Mattei

Mattei, l’uomo del futuro
Enrico Mattei viene da sempre ricordato come uomo tenace e coraggioso che è stato capace di unire l’attività economica, l’attività imprenditoriale e la ricerca delle fonti energetiche con l’attività politica internazionale.
Fin da giovane, Enrico Mattei si trovò a dover affrontare l’esperienza del lavoro: a soli 30 anni avviò un’attività industriale autonoma impiegando i propri risparmi in una piccola fabbrica di prodotti chimici per il settore conciario e tessile.
Durante la guerra militò nelle formazioni partigiane con posizioni di responsabilità fino a far parte del Comando del movimento di Resistenza nell’Italia Settentrionale. Nel 1945, dopo la liberazione, Mattei fu nominato Commissario dell’Agip in Alta Italia, con l’incarico di liquidare tutti gli impianti dell’azienda petrolifera di Stato. La sua attività, caratterizzata dalle inattese scoperte di gas nella Pianura Padana, dall’intensa attività per l’utilizzazione e la commercializzazione del metano e dalla dedizione nel promuovere uno strumento legislativo che regolasse tutta la materia degli idrocarburi nazionali, lo portano infine alla guida dell’Eni.
Il ruolo di Mattei come presidente dell’Eni è scandito dalle tappe di maggior rilievo dell’Ente di Stato: la nuova formula di associazione offerta ai paesi produttori, l’azione di contenimento svolta sui prezzi al consumo dei prodotti petroliferi, il lancio di una grande e moderna industria petrolchimica nazionale, l’esportazione all’estero di una qualificata attività di progettazione, la costante attenzione verso le attività sociali.

La vita
Enrico Mattei nasce il 29 aprile 1906 ad Acqualagna (Pesaro) da Angela Galvani e da Antonio, secondo di cinque figli. La famiglia è modesta, il padre brigadiere dei carabinieri. Con la promozione del capofamiglia a maresciallo i coniugi Mattei si trasferiscono a Matelica in provincia di Macerata.
Gli anni della formazione
Finite le scuole elementari, Enrico entra in collegio a Vasto, dove frequenta la scuola tecnica inferiore. Le ristrettezze della famiglia e la rigida disciplina imposta dal padre lo spingono a cercare subito una sua autonomia, anche economica. Il padre lo fa assumere nella fabbrica di letti di Scuriatti come verniciatore di letti di metallo, nel 1923 entra come garzone alla Conceria Fiore. La carriera di Mattei nell’Azienda è rapida: prima operaio, poi aiutante chimico, infine, a soli vent’anni, direttore del laboratorio.
Intanto riesce ad aprire un negozio di stoffe per la madre. Nel 1927, compiuto il servizio militare, torna a Matelica e diventa collaboratore principale del padrone della Conceria.
Presto cominciano a sentirsi gli effetti della crisi economica generale e gli affari iniziano ad andare male. Nel 1929 la Conceria Fiore chiude, Mattei si trasferisce a Milano dove continua la sua attività industriale aprendo assieme alla sorella e al fratello la sua prima fabbrica, un piccolo laboratorio di oli emulsionanti per l’industria conciaria e tessile. Nel 1934 fonda l’industria Chimica Lombarda.
Si unisce in matrimonio con Greta Paulas, nel 1936, a Vienna.
Gli anni 1943 e 1944
Mattei si diploma ragioniere e si iscrive all’Università Cattolica. Nel maggio 1943 incontra Giuseppe Spataro attraverso il quale entra in contatto con i circoli antifascisti milanesi. Dopo il 25 luglio si unisce, assieme a Boldrini, ai gruppi partigiani operanti sulle montagne circostanti Matelica. Tornato a Milano riprende i contatti con la Dc locale che lo nomina, per le sue doti organizzative più che militari, comandante del Corpo volontari per la libertà. Viene creato, nel 1944, un Comando militare Alta Italia del CLNAI di cui Enrico Mattei fa parte per la Dc.

Gli anni in eni
Nei giorni successivi alla tormentata fine della guerra civile in Italia viene incaricato di liquidare le attività dell’Agip e di provvedere alla sostanziale privatizzazione degli asset energetici. Mattei sceglie di disattendere questa indicazione, per conseguire un obiettivo che riteneva fondamentale: garantire al Paese un’impresa energetica nazionale, in grado di assicurare quanto serviva ai bisogni delle famiglie e allo sviluppo della piccola e media impresa a prezzi più bassi rispetto a quelli degli oligopoli internazionali.
Raddoppiò la perforazione dei pozzi, sfruttò al meglio la ricerca mineraria nella Valle Padana, scelse le alleanze necessarie dentro il governo e ai partiti che lo sostenevano per realizzare quanto aveva in mente. Ci riuscì con l’istituzione, nel 1953, dell’Eni – dopo una lunga e travagliata discussione – iniziata nel 1947, tra chi sosteneva ad oltranza l’iniziativa privata e quanti erano fautori di una forte presenza dello Stato nell’economia. Mattei riuscì ad affermare il ruolo strategico dell’energia nello sviluppo economico italiano e a ispirare fiducia nel possibile miracolo dell’indipendenza energetica. Fu abile nel costituire una rete di collaboratori capaci di muoversi sulla scena internazionale e questo divenne uno dei punti di forza che la società, oltre gli interessi specifici, seppe offrire all’azione diplomatica dell’Italia. Fu tra i primi a coltivare lo spirito di frontiera e il rispetto delle culture diverse.
Il 27 ottobre il suo aereo proveniente da Catania e diretto a Linate precipita a Bascapè (Pavia). Muoiono il presidente dell’Eni, il pilota Irnerio Bertuzzi, e il giornalista americano William Mc Hale.

Cronologia 1945-1952
1945: Scontro per le sorti dell’Agip. Il 10 aprile, a Roma, il Consiglio di amministrazione dell’Agip, svolge una relazione ove si parla di “raccoglimento” e “smobilizzo”. Mattei viene nominato commissario straordinario.
Obbedendo agli ordini, comincia a trattare la vendita degli impianti Agip, ma dallo scambio di idee con i tecnici, gli esperti minerari e i geologi prende grande fiducia e si ingegna per creare negli uffici e nei cantieri un senso di riscossa, di speranza, di orgoglio aziendale. Mattei riesce a fermare la liquidazione e il primo settembre entra nel Consiglio di amministrazione dell’Agip. Il 31 ottobre ne assume una delle due vicepresidenze.
1946: Mattei capisce che Caviaga è la chiave di volta della ripresa economica e civile dell’Italia. Riprende sia le perforazioni sia le prospezioni della Pianura Padana. Tutte le speranze sono basate sul pozzo n. 2. La sonda di Caviaga non delude: il tanto atteso metano si manifesta in quantità, ma la sua politica mineraria viene ritenuta irreale e priva di prospettive serie.
1947: La capacità produttiva del Caviaga 2 accende l’iniziativa privata che vede profilarsi la possibilità di cospicue rendite, solo in questo anno sono presentate al governo domande di concessione nella Valle del Po da parte di 421 ditte tra italiane e straniere.
Mattei si dimette da vicepresidente il 9 maggio, rimanendo semplice consigliere.
1948: Il 10 giugno il governo nomina il nuovo Consiglio di amministrazione dell’Agip: Boldrini presidente e Mattei, di nuovo, vicepresidente stabilizzando definitivamente a suo favore il controllo sulla direzione dell’Azienda. Una delle prime decisioni prese dal nuovo Consiglio di amministrazione è la ripresa con tutti i mezzi dell’attività mineraria.
1949: In gennaio il pozzo n. 2 di Cortemaggiore scopre un giacimento, ma nonostante l’abbondanza dei ritrovamenti di gas, esso non presenta immediate prospettive di mercato. Mattei però concepisce e realizza, con incredibile rapidità, la costruzione di una rete di metanodotti nella pianura del Po capace di approvvigionare di metano i forni industriali delle più grosse imprese lombarde. Si riaccende la battaglia fra privatizzatori e “statalisti”. Il 22 aprile il ministro dell’Industria, presenta in Parlamento un progetto di legge che disciplina la ricerca mineraria, in base alla quale i privati dovrebbero avere ampio spazio di ricerca nella Pianura Padana. Il 13 giugno, durante la visita del ministro Vanoni a Cortemaggiore, sgorga il petrolio greggio che si aspettava da tanto tempo.
1950: L’intensa attività esplorativa e di perforazione porta alla scoperta metanifera di Cornegliano, che si aggiunge ai giacimenti già in produzione di Caviaga, Ripalta e Cortemaggiore.
1951: Il 13 luglio, a nome del ministero dell’Industria e commercio, l’on. Segni presenta alla Camera il disegno di legge sull’istituzione dell’Eni.
1952: Con l’impulso dato da Mattei viene costituita la consociata dell’Agip Mineraria somala che significa la ripresa dell’attività all’estero dopo la forzata interruzione bellica.

Cronologia 1953-1962
1953: Il 21 gennaio viene approvata dal Senato la legge istitutiva dell’Eni che assorbe l’Agip. Quella dell’Eni è una struttura complessa, che rappresenta una grossa innovazione nel mondo politico e imprenditoriale dell’epoca.
Nasce il famoso marchio del cane a sei zampe. Inizialmente a quattro zampe, dopo un apposito concorso, Mattei gli fa aggiungere altre due zampe per renderlo “amico dell’uomo a quattro ruote”.
1954: Vengono individuati undici accumuli di gas naturale nella Pianura Padana e due in Sicilia. Sul finire dell’anno Nasser, presidente dell’Egitto, riceve Mattei che vede nel Paese un’interessante zona di ricerca e nel suo leader un “uomo nuovo”. L’accordo è presto raggiunto.
1955: Per fare ricerche petrolifere in Egitto l’Agip assume una importante partecipazione nella Ieoc, una società già presente nel Paese che scopre due giacimenti.
1956: Mattei fonda l’Agip nucleare, che progetta con l’aiuto di una società inglese, una centrale elettronucleare con reattore a uranio naturale raffreddato a gas.
L’Agip comincia a diffondere e ad espandere le sue attività commerciali all’estero.
Il Presidente promuove la pubblicazione di un nuovo giornale Il giorno, col quale si propone una difesa vigorosa dell’impresa pubblica, del personaggio che la rappresenta e della sua linea politica.
1957: Entra in vigore la nuova legge che disciplina la ricerca e la produzione di idrocarburi in Italia. La Ieoc scopre il terzo giacimento petrolifero. Viene siglato un accordo con l’Iran per la fondazione della società italo-iraniana Sirip, L’Agip mineraria si fa carico delle spese di ricerca, e la Sirip sostiene le spese di sviluppo e sfruttamento dei giacimenti eventualmente scoperti. Una clausola addizionale stabilisce che il 50% dei profitti netti della Sirip andrà allo Stato iraniano, e l’altro 50% verrà diviso fra l’Agip mineraria e la Nioc. Risultato, per la prima volta un paese produttore riesce a percepire utili di circa il 75%, oltre dunque la formula già di per sé “rivoluzionaria” del fifty-fifty, e viene inoltre coinvolto attivamente nel processo produttivo. Questo particolare tipo di accordo è passato poi alla storia come formula Mattei.
In marzo Mattei è ricevuto a Tripoli dal presidente del Consiglio libico, Mustafà Ben Halim e raggiunge un accordo per una concessione petrolifera nella zona del Fezzan.
1958: L’Agip prosegue le attività in Iran, Somalia, Egitto e per la prima volta in Marocco. Il gruppo inizia un’attività di raffinazione all’estero oltre a quella in Italia che porta al continuo ampliamento e ammodernamento degli impianti delle raffinerie della Irom e della Stanic. A Latina viene iniziata la costruzione di una centrale nucleare, terminata nel 1962.
1959: Perforato un pozzo petrolifero in mare, il Gela mare 21, per la prima volta in Europa. Inizia l’attività esplorativa in Sudan.
1960: Tra i 14 ritrovamenti dell’anno risalta in modo particolare la scoperta del giacimento Ravenna Mare, il primo campo offshore di gas naturale in Europa. L’Agip firma il primo accordo in Tunisia. Mattei cerca anche di avviare i contatti per un accordo sulla somministrazione di gas con l’Algeria.
1961: Viene costituita la Sitep, società petrolifera composta in forma paritetica dall’Agip e dallo Stato tunisino. Cominciano i lavori per la costruzione di un oleodotto nell’Europa centrale (Cel) voluto da Mattei che si serve per questo progetto della Snam, Snam progetti e Saipem.
L’Eni stipula per volontà di Mattei un accordo di lungo periodo con l’Unione Sovietica per l’importazione annua di milioni di tonnellate di greggio ad un prezzo molto conveniente che prevede, come contropartita, la fornitura di merci lavorate in Italia e quindi uno sbocco sia per taluni prodotti uscenti dagli stabilimenti chimici, meccanici e tessili dell’Eni, sia per la potenzialità progettuale della Snamprogetti. Mattei, preso alla gola dalla politica delle Sette sorelle, non trova altro scampo al caro-petrolio e ricorre alla strada di Mosca. Il suo accordo con l’Urss scatena però polemiche e lotte tremende.
1962: L’8 gennaio, prima di decollare per il Marocco con il presidente dell’Eni, il pilota dell’aereo scopre, durante un controllo, un cacciavite fissato con del nastro adesivo ai tubi interni in lamiera, che col calore del motore acceso sarebbe caduto dentro il motore bloccandolo. Mattei teme per la sua incolumità, e non fidandosi sembra, del Sifar (Servizio informazioni forze armate), arruola un gruppo di ex partigiani per la sua difesa.
Il 27 ottobre il “Morane Saulnier 760” di Mattei proveniente da Catania e diretto a Linate precipita a Bascapè (Pavia). Muoiono il presidente dell’Eni, il pilota Irnerio Bertuzzi, e il giornalista americano William Mc Hale.

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